La Premessa

Vogliamo ispirare una nuova sommossa politica e culturaleNon è più il tempo di aspettare; di analizzare il quotidiano, senza agire nel presente; di indignarsi per ciò che accade, senza iniziare a costruire il futuro, a ricostruire spazi di partecipazione democratica.Demosfera si riconosce in quell’Europa che è stata in grado di indicare al mondo una strada nuova: quella della sdrammatizzazione delle frontiere nazionali, del riconoscimento dei diritti universali, diversa da quella che assiste indifferente alle quotidiane tragedie umanitarie che si consumano nel Mediterraneo. Il nostro impegno sarà rivolto a ottenere che l’Europa si doti di una Carta Fondamentale approvata da rappresentanti appositamente e democraticamente eletti dalle cittadine e dai cittadini europei che sia basata sulla ricerca attiva della pace e che ispiri un nuovo modello sociale, ambientale ed economico di riferimento per tutte le democrazie.

Ma la conquista dei diritti dovrà anche superare i confini europei e farsi globale. La battaglia che oggi accomuna milioni di persone nel mondo è quella che riguarda l’emergenza climatica: lo sviluppo non può più avvenire a detrimento dell’ambiente e l’attuale modello sociale, oltre ad essere di ostacolo al pieno godimento dei diritti fondamentali delle persone, sta dimostrando, con velocità crescente, di essere incompatibile anche con l’equilibrio ecologico del pianeta e la salvaguardia di un ambiente ospitale per la vita.

Il cambiamento per essere effettivo comporterà necessariamente una serie di rotture con l’assetto esistente e di innovazioni radicali. Non si potrà continuare con le politiche liberiste e con un capitalismo che, nella sua degenerazione finanziaria, ha lasciato mano libera a chi specula sul denaro di fare altro denaro, causando l’impoverimento complessivo delle società, distruggendo l’ambiente e compromettendo la biodiversità; che ha messo in discussione i diritti, ingrossato i numeri della povertà, trascinato in basso il valore e la dignità del lavoro, grazie all’attacco al salario, alle condizioni di chi lavora e alla filosofia stessa del diritto del lavoro; che ha destrutturato lo stato sociale, alimentato le divisioni e le disparità interne alla società, come quelle tra i generi e tra i territori (Nord/Sud, città/campagna) e ha impoverito il tessuto produttivo.

Né si potrà continuare con le funzioni pubbliche sottomesse all’interesse del profitto privato. Con una formazione e un’informazione che sacrificano l’aderenza ai principi di verità e di imparzialità per manipolare le persone a fini di consenso politico o di penetrazione commerciale. Né con una condiscendenza verso l’istigazione alla violenza, in tutte le sue forme, contro chiunque tra i propri simili venga fatto apparire diverso, estraneo, straniero.

Il nostro impegno sarà rivolto a sostenere quanti, individualmente e in forma associata, sul piano della manifestazione delle opinioni e degli atti di vita quotidiana, così come delle iniziative di mobilitazione collettiva e dell’azione nelle istituzioni rappresentative, si daranno come obiettivi:

  • la tutela del territorio e dei beni comuni, materiali e immateriali, e l’adozione di misure in grado di invertire le attuali tendenze in tema di emissioni, di sfruttamento delle risorse naturali oltre i limiti di sostenibilità, di consumo di suolo, che porti ad una conversione totale in senso ecologico
  • il rilancio e il potenziamento di un sistema di servizi pubblici – dalla sanità, ai trasporti, al diritto all’abitare, etc. – che sia universalmente garantito
  • un modello fiscale improntato a una radicale progressività in cui i ricchi (privati e Corporation) paghino di più, in cui l’economia verde sia detassata mentre quella inquinante fondata sull’energia fossile e sullo sfruttamento non sostenibile delle risorse e dell’ecosistema sia sottomessa ad una carbon tax  progressiva nel tempo.  Infine vogliamo l’abolizione dei paradisi fiscali in campo europeo e internazionale, e una lotta senza quartiere all’evasione fiscale.
  • l’impegno a costruire società aperte, antirazziste, solidali nelle quali le donne e gli uomini, le bambine e i bambini, gli anziani, le persone non autosufficienti, possano godere effettivamente dei diritti sociali, politici e civili: vogliamo una società improntata alla “cultura dei diritti” contro ogni forma di privilegio e di discriminazione
  • la tutela della dignità e civiltà delle condizioni di vita con misure per l’autodeterminazione dell’individuo nella società e nel mercato del lavoro come un reddito di base universale non condizionato, un nuovo interventismo della rex publica negli investimenti  e nella creazione di posti di lavoro nei servizi di pubblica utilità
  • il lavoro, mettendone al centro il valore sociale e di realizzazione di sé una volta liberato dalle sue forme alienanti, anche contrastando forme di dumping sociale attraverso diritti sanciti a livello europeo e internazionale
  • il diritto a una istruzione adeguata, restituendo alla scuola pubblica il ruolo primario, e a un’educazione che continui nel corso della vita
  • il rispetto e la salvaguardia delle specificità naturali, storiche, sociali dei territori, per fare delle città un luogo di incontro, di cultura, di accoglienza; e delle campagne luoghi dove nessuno si senta mai isolato; per valorizzare modelli di economia di prossimità e di cooperazione
  • la promozione della cultura, la tutela dei beni artistici e storici; il sostegno, finanziario e normativo, alla ricerca, a partire da quella di base; la promozione e la salvaguardia di una informazione libera e trasparente
  • il contrasto di ogni forma di violenza e di discriminazione per l’uguaglianza delle opportunità nel lavoro, nell’organizzazione dei servizi, nell’esercizio dei ruoli di potere e dello status di fronte alla legge, per la libertà di espressione e manifestazione
  • il concorso delle cittadine e dei cittadini alla determinazione della politica attraverso una partecipazione attiva e informata, garantendo il rispetto dei valori democratici: bilanciamento e separazione dei poteri, laicità dello stato, pluralismo delle idee.

Bertornato!

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